Creatività a distanza

Non si tratta solo di trovare soluzioni, spesso si tratta di gestire nuove situazioni, affrontare nuovi mercati, formare le persone, capire gli scenari locali o internazionali. Il Design Thinking, nelle sue plurime versioni applicative, si è sempre manifestata come una metodologia creativa mai abbastanza esplorata. Per molti è sempre stato “lavorare con i post-it”, per altri solo “gestire insieme”, altri hanno visto in questo mondo del Business Design “la soluzione” altri ancora “un supporto”.  

Eppure, è molto di più.

La base di questa forma di collaborazione integrata è, invece, l’incontro di competenze e di conoscenze, due strutture messe su piani diversi, avvicinate ed incrociate con il sostanzioso aiuto dell’empatia, della contaminazione fra persone, fra i loro pensieri.

Tutto questo si svolgeva solo in un’aula, in una stanza, in una sala riunioni, la vicinanza era un plus, la fisicità una necessità. Poi la recente crisi sanitaria, il distanziamento come modello di socialità è l’empatia che prova allora a trasferirsi agli schermi dei nostri pc.

Il mondo del Design Thinking ha però una risorsa nativa, la tecnologia, la sua stessa esistenza ha un appiglio nella trasformazione digitale. E’ a quest’ultima che la forma di progettualità del Design Thinking si rivolge per perpetuare sè stessa ed i suoi interventi professionali nelle aziende che vivono la distanza fra le persone come necessità ma che le hanno anche collegate fra loro digitalmente.  

Così il Design Thinking si trasferisce sulle piattaforme di video-conferenza, gestisce sé stesso ancora come risposta creativa, riesce ad essere soluzione, gestione, formazione, strumento.

Anche l’Area Service Design di Nordest Innovazione ha affrontato con successo questo passaggio e Serena Leonardi ha deciso di raccontarci come e con quali potenziali risultati in questo video. 

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